La formazione non è un costo, è l’investimento strategico che determina la capacità di un’azienda di restare competitiva in un mercato in continua evoluzione.
Con questa convinzione, abbiamo scelto di essere Partner e Sostenitore della Ricerca 2025-2026 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano. Il recente White Paper “La formazione nelle MPMI italiane, analisi e prospettive”, presentato lo scorso 19 febbraio, offre una fotografia lucida e dettagliata delle sfide che le micro, piccole e medie imprese italiane devono affrontare per valorizzare il proprio capitale umano.
I numeri della sfida: tra Urgenza e Strategia
Dalla ricerca, basata su un campione di 1.091 MPMI italiane, emerge un dato che fa riflettere: solo il 19% delle imprese dispone di un piano formativo annuale o biennale aggiornato regolarmente. La maggior parte delle realtà (70%) si divide tra chi interviene solo in caso di necessità contingenti e chi non elabora alcun piano.
“La formazione nelle MPMI deve estendersi oltre i confini aziendali, abbracciando un approccio sistemico e collaborativo,” si legge nel report. È proprio qui che si inserisce il nostro ruolo: supportare le imprese nel superare i deficit strutturali e la carenza di tempo, trasformando la formazione da “tattica” a “strategica”.
Gli ostacoli da superare
Il White Paper evidenzia come la mancanza di tempo durante l’orario di lavoro sia la principale difficoltà per il 65% delle imprese. Altri freni rilevanti sono:
La mancanza di risorse economiche (20%).
Programmi formativi percepiti come inadeguati o poco personalizzati (14%).
La carenza di figure interne dedicate alla gestione delle risorse umane.
Per rispondere a queste esigenze, proponiamo modalità di erogazione flessibili. Sebbene le lezioni in presenza restino le più apprezzate (34%), strumenti come il micro-learning (brevi unità di apprendimento fruibili con massima flessibilità) rappresentano il futuro, nonostante siano ancora poco conosciuti dal 77% delle imprese.
Verso l’Intelligenza Artificiale e il Dialogo Intergenerazionale
Il report dedica ampio spazio alle competenze del futuro. Se per le figure operative la priorità resta la programmazione e la gestione dei dati, per le figure apicali l’attenzione si sposta sulla leadership e la gestione delle risorse umane.
Inaspettatamente, la formazione sull’Intelligenza Artificiale è ancora agli inizi: solo il 4% delle microimprese ha avviato percorsi strutturati, contro il 20% delle medie imprese. Un altro tema cruciale è il dialogo intergenerazionale: il 43% delle imprese rileva criticità nel trasferimento di know-how dai lavoratori senior ai junior, spesso a causa di una scarsa motivazione dei più giovani o della resistenza degli anziani ad acquisire nuove competenze digitali.
Un Ringraziamento Speciale
Il successo di questa iniziativa è frutto di un grande lavoro di squadra. Durante l’evento di presentazione, la nostra Direttrice, Lisa Lancorai, ha sottolineato come la collaborazione tra enti formativi, università e imprese sia l’unica via per creare un ecosistema realmente abilitante.
Desideriamo ringraziare sentitamente il gruppo di lavoro degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, in particolare il Responsabile Scientifico Andrea Rangone e il Direttore Claudio Rorato.
In Seac Cefor, continueremo a trasformare queste evidenze scientifiche in percorsi formativi concreti, per essere, ogni giorno, il partner strategico della vostra crescita.